Avere fede anche nel buio della notte

Io mi sono coricato e ho dormito, poi mi sono risvegliato, perché il Signore mi sostiene

Salmo 3, 5

Pace a voi tutti che siete in Cristo
I Pietro 5, 14

Mercoledì abbiamo riflettuto sui periodi di lotta nella vita. Tempi duri, di angoscia, di notte. Tempi che lasciano delle ferite.

Il Salmo 3 che ci è proposto oggi, è stato composto da Davide quand’era costretto a fuggire davanti ad Absalom, suo figlio. Così sta scritto nel titolo del Salmo. Il re Davide viveva un periodo duro e di lotta, addirittura di scontro con il proprio figlio. E Davide si lamenta davanti a Dio di tutti i numerosi nemici che osano affermare che non ci sarebbe più salvezza per lui presso Dio.

Davide porta tutta la sua rabbia e il suo lamento davanti a Dio. Canta della sua tristezza e sconsolazione. Dà voce ai suoi sentimenti più profondi. E così facendo, prega. Comunica con Dio. Porta i suoi pensieri e i suoi limiti a quel Dio che egli riconosce come scudo.

Però poi si mette a dormire. Non combatte come Giacobbe fino al mattino, si abbandona semplicemente alla notte, al sonno, perché, pur avendo miriadi di genti contro di sé, sa che Dio è il suo scudo.

Anche questa è fede. Saper accettare la notte, nella fiducia di essere circondati da uno scudo protettivo.

Davide aveva pregato. Aveva cantato e detto tutto quello che aveva da dire. Infine accetta anche di non poter più fare niente e si fida del suo Signore che lo sostiene. Si fida a tal punto da poter dormire.

È questa la fiducia che vorrei imparare da Davide nelle notti nelle quali mi rigiro nel letto pensando di dover trovare tutte le soluzioni ai problemi di questo mondo. Davide invece dorme pieno di fiducia.

Penso che sia questa fiducia che porta alla pace che ci augura Pietro: Pace a voi tutti che siete in Cristo.

Ulrike Jourdan

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