Culto della seconda domenica dopo l’Epifania


 

La Cevaa nasce nel 1971 e proprio quest’anno si celebrano quindi i festeggiamenti per i suoi primi 50 anni di attività, che saranno calibrati seguendo l’evolversi dell’emergenza sanitaria nei prossimi mesi.

La Cevaa riunisce 35 chiese protestanti nel mondo, di diverse appartenenze, dimensioni, contesti sociali e culturali. Principale obiettivo, base della sua esistenza, è il reciproco sostegno attraverso progetti di formazione, cooperazione, educazione, animazione e scambi di esperienze.

La pandemia che stiamo attraversando non ha risparmiato la Cevaa, come spiega il pastore Stefano D’Amore, presidente del Comitato Italiano. «Nel 2020 sono saltati diversi incontri internazionali, l’Assemblea Generale prevista per lo scorso ottobre in Svizzera, che avrebbe dovuto lanciare i festeggiamenti per i 50 anni della comunità Cevaa, è stata rimandata al prossimo autunno. Il mandato dell’attuale Consiglio esecutivo, in scadenza quest’anno, è stato quindi prolungato fino alla prossima Assemblea e all’attuale Segretario Generale della Cevaa, pastore Celestin Kiki, che avrebbe dovuto concludere a breve, è stato chiesto di concludere la sua esperienza ad agosto 2022».

La Cevaa sostiene diversi progetti nei 24 paesi che compongono la Comunità. Sono programmi di durata, impegno, ambito molto differente e rispondono ai bisogni espressi dalle chiese: uno di questi è il progetto di scambio pastorale. «Abbiamo terminato i due grossi progetti missionari che coinvolgevano l’Italia – aggiunge D’Amore – con la comunità francofona di Roma e le chiese valdesi del II distretto dove, fino a pochi mesi fa, è stato presente il pastore Dominic Danso. Sono due progetti che concludono il loro lungo tragitto e siamo in una fase di valutazione, cercando nuovi obiettivi rispetto a quello che è, e dev’essere, il concetto di missione secondo le nostre chiese. Un concetto da cui è necessario ripartire: ognuno di noi è missionario secondo la Cevaa verso il proprio prossimo e riceve una missione da parte degli altri. In questo quadro dobbiamo rifocalizzare questo aspetto nella vita delle nostre chiese oggi, per poter partire con dei nuovi progetti significativi e attuali». (da Riforma, 15 gennaio 2021)