Predicazione di Domenica 5 Febbraio – Isaia 40, 21-31

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confinidella terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile. (Is 40, 28)

Il Dio che appare come un monarca irraggiungibile, come il creatore e il dominatore dell’universo, è effettivamente incomprensibile alla mente umana. Eppure un aspetto di lui è comprensibile, perché lui stesso lo ha voluto rivelare al profeta, e quindi a noi tutti: l’amore, la sollecitudine per il suo popolo, e in particolare per quelli del suo popolo che sono più deboli, più bisognosi di aiuto. La sua grandezza, egli la manifesta certamente dispiegando la sua forza contro i principi e i giudici della terra – cioè contro coloro che sono ritenuti e si ritengono “grandi”, autosufficienti, non bisognosi del sostegno divino; ma la manifesta anche e soprattutto piegandosi amorosamente verso chi, stanco e spossato, dispera delle proprie forze ma è pronto a mettere la propria speranza in Dio. Nessuna via può essere nascosta al Signore, a nessun diritto il Signore può essere disinteressato.

“Levate gli occhi in alto e guardate”, dice Isaia, “chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito, le chiama tutte per nome; per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza non ne manca una” (40: 26).  Certo, qui si raffigura la potenza di Dio, ma di un Dio che esercita questa sua potenza mantenendo un rapporto intimo con tutto ciò che ha creato. Qui si allude al firmamento, agli astri; ed è toccante questo riferimento a Colui che chiama gli astri per nome, uno per uno, come se ciascuno avesse una storia, come a dire che se ogni cosa, in fondo, ha un suo nome, un nome che Dio conosce benissimo, che mai potrà dimenticare, a maggior ragione questo deve valere per ogni popolo e per ogni singolo essere umano, per quanto trascurabile possa apparire. Lo conferma un versetto del cap. 41, straordinario nella sua tenerezza: “Non temere, Giacobbe, vermiciattolo, e Israele, povera larva. Io ti aiuto, dice il Signore; il tuo redentore è il Santo d’Israele” (Is 41: 14). E abbiamo sentito come l’apostolo Paolo colleghi la natura imperscrutabile dei giudizi di Dio, la natura ininvestigabile delle sue vie, alla sua volontà di “far misericordia a tutti”. D’altra parte le vie del Signore – come proclama il vecchio Zaccaria nel vangelo di Luca – queste vie certamente imperscrutabili e ininvestigabili, inaccessibili alla ragione umana, sono pur sempre le vie che Gesù, per conto del Padre suo, ci prepara “per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati, grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio…”.

(Estratto dal sermone della pastora Caterina Griffante)

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