Culto per la Giornata contro l’omotransfobia
Domenica 15 maggio, ore 11
Chiesa Metodista Padova


Il pastore Christian Krieger e il cardinale Jean-Claude Hollerich, rispettivamente presidenti della Conferenza delle chiese europee (Kek) e della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), hanno diffuso uno speciale messaggio pasquale congiunto dal confine tra Polonia e Ucraina. Qui, i due religiosi hanno fatto visita ad alcune strutture che accolgono e sostengono i rifugiati in fuga dall’Ucraina a causa dell’invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022.
«Il mistero pasquale di Cristo ci porta nel cuore dell’ingiustizia, della violenza e della sofferenza – scrivono ancora i religiosi – La storia della passione e della morte di Cristo riecheggia nella sofferenza umana e nelle tragedie vissute in molte parti del nostro mondo, non da ultimo dagli ucraini nel loro paese e ovunque li abbiano portati le strade dell’esilio. In Cristo, Dio si unisce alla nostra umanità, assumendo su di sé i nostri limiti e il nostro odio, trasformando i nostri vicoli, la nostra indignazione, i nostri sentimenti di fatalità e disperazione in speranza attraverso la fiducia in Lui. Questa trasformazione avviene nell’essere umano e nel mondo che Dio ama».
Per questa Pasqua, chiedono i presidenti Kek e Comece, «invitiamo tutti a continuare a credere nell’orizzonte che la grazia di Dio, manifestata in Cristo, si apre davanti ai nostri occhi».
Chiesa aperta per pregare
Oggi pomeriggio, dalle 18.30, il locale di culto della Chiesa Metodista di Padova resterà aperto per accogliere chiunque voglia pregare, riflettere, informarsi sul conflitto in Ucraina.
Musica, articoli di giornale, spunti di preghiera saranno a disposizione di chi entrerà.
Alle 20.00 raggiungeremo il sagrato del Duomo: la Chiesa Cattolica Romana ha invitato le altre chiese cristiane ad unirsi nella preghiera. Hanno aderito: la Comunità Cattolica Ucraina di rito bizantino, le associazioni e aggregazioni cattoliche solitamente impegnate nei percorsi e nella marcia per la pace (Azione cattolica, Agesci, Noi Associazione, Csi, Associazione Papa Giovanni XXIII, Focolarini, Acli, Csi…), la Chiesa Ortodossa Greca, la Chiesa Ortodossa Rumena, la Chiesa Ortodossa Moldava, la Chiesa Metodista.
I Vigili del Fuoco alimenteranno un “braciere di pace”.
Domenica 27 febbraio, ore 11.00 – Chiesa Metodista di Padova
Il culto di domani ci vedrà riuniti in comunione di fede con le altre chiese cristiane nella preghiera per la pace in Ucraina.
Letture bibliche, preghiere e canti si alterneranno a testimonianze di credenti che stanno vivendo con paura e preoccupazione il continuo aggravarsi della situazione.
Tutte e tutti sono invitati a unirsi nella preghiera comune.
Comunicato del presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, past. Daniele Garrone
Diciamo no alla guerra, senza se e senza ma.
Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e il nostro sgomento per quanto sta accadendo in Ucraina e chiediamo a tutti gli attori coinvolti di lavorare subito per la pace – dichiara Daniele Garrone, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – Siamo vicini alla popolazione e preghiamo affinché si torni sulla strada della diplomazia e della risoluzione negoziale dei conflitti.
L’UE e l’Italia compiano ogni sforzo per la pace. Come chiese evangeliche sosteniamo e sosterremo ogni iniziativa che possa evitare violenze e dolore, nel pieno rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli e delle persone. Intercediamo perché le chiese cristiane dei paesi coinvolti nel conflitto possano individuare e promuovere vie di riconciliazione oltre i nazionalismi.
Facciamo nostre le parole del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer che negli Anni ’30 esortava a “osare la pace per fede”, la fede nel Dio di Gesù Cristo che proclama “beati i costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.
Intervista al pastore Igor Bandura, vicepresidente senior dell’Unione battista dell’Ucraina.
– In Ucraina ci sono più di duemila chiese battiste. Quali notizie arrivano dalle comunità?
«Da settimane tutte le chiese cristiane, anche le ortodosse, le pentecostali, le avventiste si stanno preparando a fronteggiare un possibile conflitto. In particolare, ogni chiesa battista ha elaborato un piano di aiuto alle persone bisognose. Oltre al digiuno e preghiera le chiese hanno pianificato l’azione di aiuto: sono state fatte liste delle persone che potrebbero ritrovarsi in grave necessità; abbiamo fatto una mappa degli approvvigionamenti di acqua nella nostra città in caso venisse sospesa la fornitura idrica; abbiamo conservato del cibo; abbiamo organizzato anche un aiuto medico di primo soccorso. Non appena abbiamo saputo della minaccia dell’attacco, i nostri pastori attraverso le chat comunitarie, hanno invitato le persone a trovare rifugio nei seminterrati dei locali di culto. Sappiamo che molti hanno già dormito ieri notte nei seminterrati e condiviso momenti di fraternità cantando canti, elevando preghiere insieme, e leggendo la Bibbia. La notizia che le chiese stanno offrendo un luogo accogliente e confortevole, in cui trovare riparo si è sparsa, e stanno accorrendo anche persone esterne alle comunità. In una chiesa battista sono arrivati più di 80 adulti con bambini e stiamo organizzando un’ulteriore raccolta di cuscini, coperte, e generi di prima necessità. In verità i nostri locali di culto non hanno la garanzia di essere posti sicuri, ma ciò che la gente sta cercando è un posto in cui si respiri un’atmosfera di pace, dove c’è ascolto aperto e sostegno, che consolano il cuore. La gente ha bisogno di parlare e di essere ascoltata. Da una parte c’è Putin, una macchina da guerra con le sue strategie di morte, e dall’altra ci sono persone semplici che vogliono vedere la gloria di Dio. Ti domandi: chi vincerà? Non so chi vincerà in questo scontro, certo, come uomo spererei che la vittoria fosse degli Ucraini, ma come cristiano attendo che Dio riveli la sua gloria in modo speciale: facendo cadere giù dai troni i potenti ed innalzando le persone umili. Questo è ciò che vorrei vedere nel mio paese. È questa la nostra preghiera, la nostra speranza, ed è questo ciò che ci motiva. Non vi stancate di pregare per noi!».
– Qual è in questo momento il messaggio che i discepoli di Cristo in Ucraina sono chiamati a dare?
«Il nostro compito è amare Dio, amarci gli uni gli altri, amare la libertà, rimanere uniti, scegliere sempre il bene, essere grati per ciò che abbiamo e condividerlo con generosità con coloro che hanno perso ogni cosa».
– Quale parola della Scrittura può aiutarvi a combattere la paura?
«Per sconfiggere la paura dobbiamo avvicinarci sempre più alla profonda comprensione del significato dell’amore, perché “nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura” (I Giov. 4, 18). Quando l’amore è presente la paura scompare: più amore significa meno paura. Più amore di Dio sappiamo vivere, coltivare, meno posto ci sarà per ogni tipo di paura».
Mercoledì 2 marzo, ore 17.00, incontro di preghiera online (in lingua inglese)
Pubblichiamo la lettera ricevuta dalla Moderatora della Tavola Valdese e dalla Presidente OPCEMI.
Chi fosse interessato a partecipare all’incontro di preghiera, chieda il link a: info@chiesametodistapadova.it
Care sorelle e cari fratelli,
vi scriviamo con il cuore rattristato dall’aggravarsi degli eventi di guerra che stanno causando morte e distruzione in Ucraina.
Molte delle organizzazioni ecumeniche europee e mondiali a cui aderiscono le nostre chiese si sono mosse con messaggi di vicinanza alle Chiese e alla popolazione ucraine e la Conferenza delle Chiese Europee (CEC/KEK), insieme alla Federazione Mondiale Luterana (LWF), alla Comunione Mondiale delle Chiese Riformate (WCRC) e al Consiglio Metodista Mondiale (WMC), ha lanciato un appello chiedendo preghiere di pace per il popolo dell’Ucraina e per la regione.
In particolare, siamo stati invitati ad un incontro di preghiera online del Mercoledì delle Ceneri, il 2 marzo 2022 alle 17:00 (CET).
L’incontro, in lingua inglese, riunirà cristiani dall’Ucraina e da altre parti del mondo, nella ricerca della pace e per la fine del conflitto in corso.
Con questa lettera vogliamo invitare tutte e tutti a partecipare a questo incontro di preghiera, agli eventi di preghiera che saranno organizzati nelle vostre città e/o chiese o comunque a voler e vivere la comunione profonda nella preghiera con altri cristiani in tutto il mondo accendendo, possibilmente nello stesso orario, una candela e pregando per chi piange per la perdita dei propri cari e per la distruzione causata dall’idiozia della guerra, per chi non si stanca di lavorare per la pace, e perché il Signore della vita possa illuminare con la sua saggezza i leader politici affinché ritrovino la strada del dialogo paziente e della riconciliazione.
Che Dio ci dia la forza di seguirlo sul Suo cammino di verità e di pace attenendoci al suo richiamo che una nazione non alzi più la spada contro un’altra e che non impariamo più la guerra, ma – come si esprime il teologo Dietrich Bonhoeffer – continuiamo a “osare la pace per fede”.
Con viva fraternità,
Per la Tavola valdese, la Moderatora, diac. Alessandra Trotta
Per il CP OPCEMI, la Presidente, past. Mirella Manocchio
Lunedì 24 gennaio, ore 21.00, presso la Chiesa SS. Felice e Fortunato di Limena
Diretta streaming sul canale YouTube della parrocchia (Parrocchia Limena)
La liturgia sarà presieduta da:
don Giuseppe Alberti – Vicariato di Limena
past. Daniela Santoro – Chiesa Evangelica Metodista di Padova
padre Nicolaie Ticiu – Chiesa Ortodossa Romena parrocchia Limena
past. Alan Codovilli – Chiesa Cristiana Avventista di Padova
past. Georg Reider – Chiesa Ev. Luterana Verona, Abano e Venezia
dott. Ioannis Antoniadis – Chiesa greco-ortodossa di Padova
parteciperà il Coro rumeno ortodosso
Articolo della past. Lidia Maggi pubblicato dal settimanale Riforma in vista della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani
Come affrontare questo nostro tempo in cui l’urgenza dell’ecumenismo si scontra con un generalizzato disinteresse dei credenti, ridotto alla stanca ripetizione di eventi occasionali? Non è domanda da risposta individuale. È interrogativo che chiama in causa le chiese, a partire dalle nostre. E per tenere vive l’attenzione e la tensione ecumenica, possono aiutarci due scene evangeliche.
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