Chiesa Evangelica Metodista di Padova
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Sermone: I talenti

2 Agosto 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

TalentiVorrei parlare con voi oggi di talenti, di doni che abbiamo o anche non abbiamo. In questa chiesa ci sono persone con un talento per l’organizzazione, riescono a coordinare un bazar o un agape in modo tale da rendere tutti contenti. Altri hanno un talento manuale, possono dare una mano alla manutenzione del nostro stabile. Altri hanno un talento musicale, cantano con gioia e riescono a trascinare gli altri con il loro canto; e abbiamo nella nostra chiesa persone che hanno il dono della preghiera, che pregano con grande costanza per tutti noi.

Non è ovviamente una lista completa di doni: ce ne sono ancora tanti altri, ma fermiamoci qui per adesso. L’uno o l’altra di voi ha questi doni. Sono talenti che Dio vi ha dato. Forse avete addirittura più di un talento. Uno ha di più altri di meno, ma non c’è nessuno che sia senza talento. Ognuno ha come minimo un dono che può mettere a disposizione.

Vorrei condividere con voi oggi un testo biblico che parla di talenti, ma nel senso letterale, cioè di denaro. In questo testo sentiamo come le singole persone utilizzino ciò che gli è affidato.

Leggo dal vangelo di Matteo nel 25 capitolo a partire dal versetto 14: Continua a leggere

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Sermone: Figli della luce

26 Luglio 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

Kreuz im LichtImmaginatevi una domenica pomeriggio. Suona il telefono, chiamata del vostro capo. Si scusa di chiamare nel tempo libero ma dice: «Cara signora, caro signore, lei fa un lavoro proprio buono, è affidabile, abbiamo deciso di darle la responsabilità per la sede di Padova. Chiaramente questo vuol dire per Lei più lavoro, ma anche uno stipendio maggiore. Volevo solo dirglielo già oggi così che Lei si possa preparare per domani. Ancora buon pomeriggio. A presto.»

Come sarà andata oltre questa domenica pomeriggio? È bello quando ti viene detto che fai un buon lavoro. Siamo tutti fieri di sentire parole di stima. Forse sarebbe il giusto momento per stappare una bottiglia di spumante, per festeggiare insieme con la famiglia.

Forse vengono anche altri pensieri. Più responsabilità vuol spesso dire più tempo che dev’essere investito. Maggiore fatica, meno tempo libero, meno tempo per la famiglia.

Forse conoscete questi pensieri ambigui tra orgoglio, gioia, apprezzamento ma anche paura di fallimento e sovraffaticamento.

Vi racconto tutto ciò perché penso che ascoltando e prendendo sul serio il testo della predicazione di oggi possano venire sentimenti simili.

Ascoltiamo dalla lettera di Paolo alla chiesa di Efeso 5,8-14 Continua a leggere

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Sermone: Pescatori di uomini

5 Luglio 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

MenschenfischerCi sono momenti che possono cambiare una vita intera. Penso in particolare a quelle cose che non decidiamo noi, ma che hanno il potere di influenzare la nostra vita. Possono essere cose positive come anche negative.

Penso ad un giovane che guardando una bella ragazza ha perso completamente la testa. Non gli interessa più la scuola, né la famiglia, né gli amici: c’è solo un’unica persona al centro dei suoi interessi. Per fortuna i ragazzi crescono, ma l’amore non perde il suo potere su di noi. – Ci sono però anche dei momenti brutti che possono scombussolare tutta la vita. Penso ad un amico che durante una TAC alla cervicale riceve la notizia: «Lei ha un tumore al cervello». Mai sentito niente, nessun problema e poi questa diagnosi. In un attimo tutta la vita è sottosopra. Oggi si sa che questo tumore è lì fermo e sembra che non faccia dei danni né sembra crescere. Tutto di nuovo normale? Non lo so. Direi che la vita di questo mio amico non sarà mai più così spensierata come prima.

Vorrei raccontarvi oggi di quattro uomini la cui vita è cambiata da un momento all’altro. Hanno incontrato Gesù e chi lo incontra porta di solito dei segni di questo incontro.

Continua a leggere

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Sermone: Parola chiave: misericordia!

28 Giugno 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

misericordiaLa settimana scorsa alla Conferenza distrettuale abbiamo discusso di molti temi e, tra gli altri, anche di come vogliamo essere chiesa, come intendiamo portare la buona novella nel mondo e come guardiamo a noi stessi nel nostro essere cristiani.

Una delle risposte più condivise nella nostra chiesa si basa su una citazione del teologo Karl Barth che invita a vivere la vita cristiana con il giornale in una mano e la Bibbia nell’altra.

È un’immagine molto bella e chiara. Noi viviamo con il giornale in mano. Vogliamo essere informati rispetto a ciò che succede nel nostro mondo e nella nostra città. Ci mettiamo in gioco, non ci tiriamo fuori da questo mondo. Vogliamo vivere e costruire una società che possa piacere anche a Dio. E con questo siamo arrivati alla seconda cosa che abbiamo in mano, la Bibbia. Siamo una chiesa, non un’associazione. Siamo una comunità di credenti, non di buonisti. Leggiamo la Bibbia con altrettanta attenzione di quanta impieghiamo per il giornale perché in questi testi antichi troviamo le parole di Dio che parlano fino ad oggi e vogliono essere ascoltate. Continua a leggere

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Sermone: Luca 14

14 Giugno 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

großes AbendmahlTalvolta mi capita di essere invitata a una festa, intendo quelle belle feste, organizzate con cura, per le quali ti arriva in anticipo un bel biglietto d’invito con la richiesta di confermare la propria presenza. E come l’ospite si prepara a ricevere i suoi invitati scegliendo un bel luogo, cibo buono e decorazioni, anche io mi preparo pensando a quale vestito mi voglio mettere, magari passando ancora dal parrucchiere, scegliendo un regalo adatto…

Il testo della predicazione di oggi parla di una festa speciale. Leggo dal vangelo di Luca nel 14 capitolo a partire dal versetto 16 Continua a leggere

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In ascolto: Un giorno, una Parola

1 Giugno 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

Gc 2:14-20,26: A che serve, frFede e opereatelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.

Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? ……

Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

Continua a leggere

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Sermone: I mille volti dello Spirito Santo

24 Maggio 2015/0 Commenti/in Archivio/da chiesametodistapadova

IMG_0962Abbiamo già ascoltato, nelle letture bibliche, il racconto della prima Pentecoste. Fiamme di fuoco che scendono sui discepoli, persone che parlano in lingue come se fossero ubriache, entusiasmo che porterà la buona novella in tutto il mondo. È un racconto affascinante, pieno di energia e di gioia. Mi fa venire in mente anche tante altre persone nel corso della storia che si sentivano spinte e trascinate da questo Spirito divino; grandi personaggi e persone di cui non sapremmo mai il nome.

Chi è lo Spirito Santo? Che cosa fa? Come si manifesta? L’evangelista Giovanni ci racconta anche della Pentecoste, ma usa parole molto diverse. Leggo Giov 14,23-27

23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. 25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. 27 Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. Continua a leggere

http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png 0 0 chiesametodistapadova http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png chiesametodistapadova2015-05-24 16:24:372020-10-28 18:29:04Sermone: I mille volti dello Spirito Santo

Sermone: Pregare contro la tribolazione

10 Maggio 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

Köder - In Gottes HändenLa settimana scorsa abbiamo parlato della paura di fronte alla vita e di come il canto, la lode a Dio possa aiutare. Anche il testo della predicazione di oggi parla di paure e avverte: nel mondo avrete tribolazione. Che cosa ci può aiutare quando la paura ci assale? Continua a leggere

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Sermone: Cantare contro il giogo della vita

3 Maggio 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

TramontiA casa dei miei genitori c’è una grande cantina e non mi è mai piaciuto scendere lì. C’è una scala ripida e buia, ci sono dei ragni… Da adulta tutto ciò non mi sembra più così terrificante, da piccola, però, ho cantato scendendo. Il canto era capace di vincere la paura.

Le cantine spaventose sono sempre meno. La nostra casa a Vicenza non ha neanche la cantina. Ma gli spazi dove regna la paura rimangono, anche se spesso non si vedono subito. La scuola può essere un luogo di paura o anche internet. Per persone con un diverso colore della pelle alcuni quartieri in città sono tabù e la notte da soli evitiamo di prendere certe strade. Addirittura la propria casa può diventare un luogo di paura, di litigi e minacce. Si dice che per alcuni bambini la loro casa sia il posto più pericoloso di tutti.

Aiuta contro la paura cantare?

Il testo biblico di oggi è tratto da un inno che i primi cristiani cantavano contro la loro paura, contro la stanchezza e la fatica. Leggo dal vangelo di Matteo nel 11 capitolo a partire dal versetto 25 Continua a leggere

http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png 0 0 chiesametodistapadova http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png chiesametodistapadova2015-05-03 19:21:392020-10-28 18:27:53Sermone: Cantare contro il giogo della vita

Sermone: La risurrezione di Tommaso

12 Aprile 2015/in Archivio/da chiesametodistapadova

A Potsdam si trova un quadro di Caravaggio intitolato ‘Tommaso tocca le stigmate di Gesù’. In piena luce è visibile il torace di un giovane. Sotto il suo petto sulla destra si vede tra due lembi di pelle un buco. Con la sua mano destra toglie il vestito così che si possa vedere – e toccare bene. Con la mano sinistra porta la mano di qualcun altro vicino in modo tale da toccare la ferita. Altri due stanno dietro di loro e guardano pieni di tensione. Tutti gli occhi sono attratti da questo fatto incredibile. – Il quadro è fatto in modo tale da portare chi lo osserva a chiedersi ‘Ma lo fa davvero? Mette veramente il suo dito nella ferita?’ – C’è un misto di curiosità e orrore, tra oh! e ih! – Forse Caravaggio vuole dire: Attento, se tu sei uno che vuole sapere tutto fino in fondo potresti anche essere impressionato da quello che vedrai. – Ma alla fine sorge la domanda cruciale: questa storia di Pasqua, è vera o qualcuno se l’è inventata? Come si può credere? Forse toccando il Risorto, aiuta questo a comprendere ciò che succede?

Ascoltiamo il racconto della conversione di Tommaso come l’evangelista Giovanni lo riporta nel 20esimo capitolo.

19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». 22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». 24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». 26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e vedi le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Il racconto inizia La sera di quello stesso giorno cioè domenica scorsa, la sera della risurrezione verso l’ora del tramonto. Siamo sempre ancora in quel primo giorno in cui le donne hanno scoperto la tomba vuota e Gesù ha incontrato Maria Maddalena. I discepoli di Gesù s’incontrano in quella serata a porte chiuse per timore dei Giudei. Avevano paura di che cosa sarebbe potuto succedere loro, adesso che il loro “leader” era stato eliminato. Sappiamo come Paolo prima della sua conversione avesse perseguitato i primi cristiani. Non era una paura inventata quella dei primi discepoli. Si trovavano veramente in pericolo, così come oggi tanti cristiani si trovano in pericolo quando vogliono professare la loro fede.

E poi succede ciò che non si erano aspettati. Gesù entra nel loro circolo chiuso, viene in mezzo alle loro paure e li saluta: «Pace a voi!» Giovanni non racconta come Gesù abbia fatto ad entrare, non gli interessa, ma presenta Gesù come un qualsiasi ospite che si mette in mezzo a loro. Non è l’atteggiamento di un fantasma o di uno spirito, Gesù non si presenta come una visione, ma si mette in mezzo così che tutti possano vedere bene. – «Pace a voi!» Gesù si presenta con un tradizionale saluto ebraico, ma anche con le parole che nelle chiese luterane vengono dette ogni domenica prima della predicazione. «Pace a voi!», ecco la parola di Dio. Dio è in mezzo ai suoi discepoli. La pace del regno di Dio che i profeti hanno promesso inizia con la presenza di Gesù Cristo.

Gesù mostra ai discepoli le mani e il costato e loro si rallegrano. Per me è strano questo pensiero di rallegrarsi vedendo le ferite di Gesù, ma chi si può immaginare che uno torni davvero dalla morte. Ci sono state tante idee su che cosa sarebbe successo. Si parlava di visioni che i discepoli avrebbero avuto e nel Corano leggiamo la teoria che qualcun altro sarebbe andato in croce al posto di Gesù. Tanti hanno cercato di spiegare che cosa sarebbe successo davvero attorno a questo famoso Gesù il Nazareno. – La Bibbia ci dice che il Risorto non era solo una visione, ma che colui che aveva i segni della morte in croce era proprio Gesù. Per questo i discepoli si rallegrano. Adesso è chiaro per loro: Gesù vive. Egli è il Signore!

E Giovanni racconta subito anche il passo successivo. Gesù soffia su di loro lo Spirito Santo e li rimanda al servizio. Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi. Non viene dato del tempo per contemplare questa gioia. Non devono rimanere fermi e chiudersi nel loro circolo. La buona novella dev’essere sparsa in tutto il mondo. Questo è il progetto.

Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. Tommaso non era con loro. Perché? Non lo sappiamo, ma possiamo proporre due ipotesi. Numero uno: Tommaso era ancora più spaventato degli altri dieci e non è venuto all’incontro con gli altri per paura. Numero due: Tommaso era più coraggioso rispetto agli altri dieci e si trovava fuori dal circolo chiuso per trovare delle prove di ciò che Maria Maddalena aveva riferito della risurrezione. – Dovete decidere voi come volete vedere la figura di Tommaso. Io non voglio metterlo direttamente in cattiva luce solo perché chiede di più. In ogni chiesa si trova qualcuno che chiede più degli altri. Qualcuno che vuole sapere nei dettagli come funzionano le cose, qualcuno che non accetta la prima risposta. È importante sapere che esistono queste persone che vanno in profondità e che si assicurano che le risposte non vengano date con troppa facilità – è anche una sfida per ognuno che sia chiamato a dare delle risposte, ma Gesù non ha paura di affrontare delle domande difficili.

Gesù viene incontro a Tommaso in ogni aspetto. Aveva detto a Maria Maddalena di non trattenerlo, nel greco sta scritto “non toccarmi”. A Tommaso viene invece tanto più vicino di quanto lui si sarebbe aspettato.

Tommaso è chiamato Didimo, cioè gemello. In qualche modo diventa con le sue domande gemello di chiunque chieda di più, gemello di ognuno che non si accontenti delle risposte facili. Non voglio vedere quest’uomo come un miscredente, ma semplicemente una persona sobria che non accetta subito ogni nuova idea. Gli altri gli dicono: Abbiamo visto il Signore! Questo l’avevano anche già detto le donne quando tornavano dalla tomba vuota. Che cosa cambia? Diventa più credibile l’affermazione di dieci uomini rispetto a quella delle donne? Per la legge ebraica sì, per Tommaso no. Tommaso vuole un segno per credere. «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò»

Poi cambia scena. Ci troviamo una settimana dopo, nuovamente la sera, nuovamente a porte chiuse, ma stavolta in undici. E succede come la settimana precedente. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» Ma adesso Gesù si rivolge direttamente a Tommaso e lo esorta a toccarlo. Non viene detto se l’ha fatto, se davvero abbia messo le sue dita sporche nelle piaghe di Gesù per poter credere. Forse è più importante vedere che Gesù è disposto ad offrirsi così che Tommaso possa credere. Gesù non rifiuta la domanda, non porta solo delle parole, ma si lascia toccare anche se fa male. Sì, forse Tommaso ha davvero toccato l’orrore, non solo per sé stesso ma anche per tutti i suoi gemelli che non vogliono credere nei fantasmi, che vogliono avere delle prove visibili e tangibili del fatto che la nostra fede ha un fondamento solido. Forse dovremmo essere tutti quanti grati a Tommaso che si è assicurato per tutti noi della credibilità di questo evento incredibile che chiamiamo risurrezione.

E poi sentiamo dalla bocca di Tommaso le parole: «Signor mio e Dio mio!» È il primo credo pronunciato dopo la risurrezione. Il primo credo viene dalla bocca di uno che sembra avere poca fede. Si può raccontare la fede solo professandola, la fede si vede nel suo effetto non nella sua origine.

Il fatto che Gesù gli sia venuto incontro ha trasformato il miscredente. Diventa un uomo nuovo. Non deve più volere ciò che voleva. Non gli servono più delle prove che deve toccare con le proprie dita per capacitarsi di ciò che era successo. Adesso Tommaso può credere, può affidarsi a Gesù che gli è venuto incontro, così tanto vicino che non l’avrebbe mai creduto.

Giovanni ci racconta qui la risurrezione di Tommaso. Tommaso è diventato una nuova creatura, un credente fiducioso. Tommaso è risorto! Abbiamo detto all’inizio che questa domenica si chiama “Quasimodogeniti” – come bambini appena nati. Così è Tommaso adesso, una nuova creatura. – Adesso ha colto con tutto il suo cuore, con la suo anima e col suo intelletto: l’unico punto importante è la fiducia. Fiducia nell’amore di Gesù che ci viene incontro.

Quando parliamo della risurrezione di Tommaso vediamo una vita nella sua pienezza. Una vita piena di fiducia nei confronti del risorto, una vita che non deve sopprimere i dubbi, né deve abbellire le ferite e offese. Si tratta di una vita con tutte le sue tristezze ed esitazioni. Si tratta di una vita che può vedere anche ciò che è orrendo… Ma dopo la Pasqua si può vedere tutto ciò in una nuova luce, nella luce dell’amore di Dio.

Tommaso non si è fermato. Si è assicurato della solidità della sua fede e poi è partito. Gli scritti antichi dei Padri della chiesa raccontano che avrebbe evangelizzato in Persia; e anche in India si sono trovati dei cosiddetti manoscritti di Tommaso.

Tommaso è partito per raccontare la sua fede, per portare il suo credo al mondo. Si è lasciato mandare, pieno di Spirito Santo, così come Gesù voleva. Tommaso è risorto. Ha cambiato una vita di dubbi e insicurezze in una nuova vita piena di fiducia, amore e certezza.

Questo è la risurrezione che Gesù vuole donare a chiunque venga a cercarlo.

Amen

Ulrike Jourdan

http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png 0 0 chiesametodistapadova http://www.chiesametodistapadova.it/wp-content/uploads/2018/09/logo_340x156.png chiesametodistapadova2015-04-12 13:39:112020-10-26 11:34:11Sermone: La risurrezione di Tommaso
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